Dopo il Festival facciamo quattro passi a Bassano del Grappa?

Immagine di Bassano del Grappa

Bassano del Grappa è una vivace cittadina a circa 15 chilometri da Asolo, attraversata dal fiume Brenta e circondata dalle montagne. Un paesaggio da cartolina che seduce qualsiasi viaggiatore.

Raggiungerla è molto semplice, basta prendere la statale 248 e seguire le indicazioni stradali. Ci sono diversi parcheggi a pagamento e uno gratuito in Prato Santa Caterina. Il bus numero 207 invece collega Casella d’Asolo a Bassano.

L’entrata principale al centro storico è in via Jacopo da Ponte. Potrai ammirare sulla sinistra la statua dedicata al pittore omonimo conosciuto anche come Jacopo Bassano. L’artista ha vissuto quasi tutta la sua esistenza in città lasciando in eredità diverse opere.

Il Brenta a Bassano del Grappa

Il Brenta riflette gli edifici di Bassano del Grappa

Più avanti, sulla sinistra, si incontra la libreria Palazzo Roberti considerata una delle più belle in Italia. L’edificio, dotato di affreschi e di un bellissimo giardino interno, ha ospitato Napoleone Bonaparte durante il periodo della sua “campagna d’Italia”.

Al termine della via si raggiunge piazza Garibaldi, con al centro una fontana costruita per fornire acqua potabile ai cittadini. A destra la torre civica padroneggia il panorama. Alta 40 metri era nata a scopo difensivo e di protezione al borgo nuovo che si stava sviluppando all’esterno delle mura.

A sinistra invece la chiesa di San Francesco e dietro il Museo Civico. La chiesa è stata costruita per volere di Ezzelino il Balbo che voleva accogliere in una struttura i pellegrini di passaggio.

Il Museo Civico è uno dei più antichi del Veneto e custodisce la più grande raccolta mondiale di opere di Jacopo Da Ponte. Sono altresì presenti i lasciti del botanico Giovanni Battista Brocchi e alcune opere di Antonio Canova.

Subito dopo, la seconda piazza, centro nevralgico della città, chiamata Piazza Libertà. Qui i bassanesi si incontrano e sorseggiano l’aperitivo in uno dei bar. A sinistra la bellissima chiesa di San Giovanni.

Statua del Generale Giardino

La statua del Generale Giardino che osserva il Monte Grappa

Scendendo si arriva in Piazzotto Montevecchio, antica piazza principale della città, mentre si prosegue in via Menarola si giunge al Museo della Grappa Poli. Qui si può assaggiare la specialità del territorio: la grappa. All’interno del museo si potranno conoscere le varie fasi della lavorazione e avere un assaggio dei vari prodotti.

Prima di attraversare il Ponte degli Alpini, chiamato dai bassanesi anche Ponte Vecchio, si incontra sulla sinistra il Nardini, altra ditta storica produttrice di grappa.

Sarà difficile non notarla a causa dell’alta affluenza di giovani all’interno del locale. Si sentirà ordinare del “mezzo e mezzo” o l’”aperitivo di Nardo”. Ma non svelo nulla, sarà una piacevole sorpresa assaggiarlo…

Una volta giunti al Ponte degli Alpini, sarà impossibile non ammirare il progetto dell’architetto Andrea Palladio che volle costruire un ponte in legno affinché diventasse simbolo della città. Sembrerebbe esserci riuscito!

Più volte distrutto e ricostruito nel corso dei secoli, ora è sottoposto a un lavoro di ristrutturazione a causa di un cedimento strutturale.

Alla fine del ponte, il Museo degli Alpini, e subito dopo la statua del bacio ideata da Severino Morlin e collocata in Piazzetta Angarano. L’opera ricorda la canzone alpina “bacin d’amore” legata indissolubilmente alla città.

Opera d'arte il bacio

La statua del bacio di Severino Morlin

Una delle testimonianze storiche più importanti si trova in Viale dei Martiri. La via prende il nome dal tragico fatto avvenuto il 26 settembre 1944. Trentuno giovani partigiani furono impiccati dopo essere stati giudicati traditori della patria. I lecci hanno dovuto sostenere il peso dei loro corpi morenti per alcuni giorni.

In direzione Ponte Nuovo invece si può ammirare ciò che doveva essere la cattedrale della città, riconvertita prima in ricovero e poi in ossario. Contiene i resti di migliaia di soldati ignoti morti durante i due conflitti mondiali.

Mancano all’appello il Museo della Ceramica, prodotto artigianale della zona, e il Museo Remondini (all’interno del Palazzo Sturm) che racconta la storia della famosa famiglia di stampatori. Per maggiori informazioni sui musei da visitare rivolgersi all’ufficio del turismo. Si trova all’entrata del Museo Civico (tel 0424 519917).

Una visita non può concludersi senza aver provato i prodotti tipici: la grappa, i bigoli e un saluto alla statua del Generale Giardino che osserva il suo amato Monte Grappa.

Per gli amanti dell’escursionismo, infine, consiglio una piacevole passeggiata lungo le rive del Brenta per scoprire la fauna locale. Buona visita!

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