ARQUÀ PETRARCA TI FARÀ ANDARE IN BRODO DI GIUGGIOLE

Mai sentito parlare dell’espressione “andare in brodo di giuggiole”? Significa essere fuori di sé dalla gioia per un evento o una circostanza favorevole. Ma il brodo di giuggiole è anche un liquore prodotto ad Arquà Petrarca, un rinomato paesino in provincia di Padova.

Si trova al limitare del Parco Regionale dei Colli Euganei. In prossimità dei più importanti centri termali veneti di Montegrotto, Abano e Battaglia Terme. Una zona che ricorda la campagna toscana per le sue curve naturali e il verde dei campi.

Arquà Petrarca è il secondo borgo più bello d’Italia secondo la classifica stilata dalla trasmissione “Kilimangiaro”. La qualifica è stata data per l’ordine, la pulizia e lo sfondo naturalistico, storico e culturale.

Il nome antico del borgo è Arquata Montium mentre l’aggiunta Petrarca è dovuta alla scelta del poeta italiano, Francesco Petrarca, di trasferirsi a vivere in questi colli che tanto gli ricordavano la sua terra natia.

Come raggiungere Arquà Petrarca

Partendo da Asolo dovrai seguire le indicazioni per Castelfranco Veneto e proseguire seguendo la superstrada in direzione Padova. Poi dovrai prendere l’autostrada A13 Padova – Bologna e uscire in direzione Terme Euganee. Qui seguirai le indicazioni per Arquà Petrarca.

All’entrata del borgo troverai un parcheggio a pagamento dove potrai lasciare la macchina. Un altro è presente in paese salendo la via principale. Se sceglierai di lasciare l’auto all’inizio del borgo vedrai salendo, alla tua sinistra, l’antico lavatoio ottimamente conservato e la fontana dedicata al poeta Petrarca.

Sulla destra, invece, noterai la chiesa di Santa Maria Assunta che protegge all’esterno le spoglie di Petrarca, ricordate da un monumento funerario. Ogni angolo del paese è un ricordo della presenza del Petrarca e della resistenza nei due conflitti mondiali. In una dorsale è stato eretto il Monumento ai Caduti, in memoria dei giovani che hanno perso la vita per la libertà del proprio paese.

Un’altra testimonianza antica della vita medievale di Arquà è l’Oratorio di Santa Trinità e la Loggia dei Vicari, centro nevralgico della vita cittadina frequentata anche dallo stesso Petrarca. Ma l’edificio più visitato è la casa del poeta, conservata dagli eredi e rimasta intatta nel tempo. Oggi riconvertita a museo per illustrare la vita, la storia e le tappe principali della vita di Francesco Petrarca.

La casa museo del Petrarca

Il museo è aperto dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00 da marzo ad ottobre, dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 da novembre a febbraio. Il costo del biglietto è di 4 € e la visita si divide tra il primo piano con un video introduttivo e una mostra fotografica, mentre il piano superiore conserva cimeli del proprietario.

L’elemento simbolo del museo è un gatto mummificato conservato all’interno di una teca. Si narra che fosse l’amato animale del poeta che soleva spronarlo a creare versi originali. Un’altra versione racconta invece che sia uno scherzo inventato da uno dei successivi inquilini per creare un filo conduttore tra passato e presente.

Quando avrai terminato la visita del borgo sarà arrivato il momento di assaggiare il famoso brodo di giuggiole. Scegli l’originale prodotto dall’Azienda Agricola Scarpon che usa solo giuggiole del territorio valorizzandolo e rendendo questo borgo unico.

Il tour si conclude in mezza giornata, ma si potrebbe visitare la vicina cittadina di Monselice, fare un’escursione sui Colli Euganei oppure rilassarsi in una delle stazioni termali della zona.

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